Un autorevole invito a partecipare a NBD ( Ferdinando Imposimato- Presidente onorario aggiunto della Suprema Corte di Cassazione )
Subito dopo il Premier ha lanciato un ultimatum ai suoi alleati: “ Chi non ci sta, fuori dal PDL”, con il metodo “democratico” proprio dei despoti insofferenti di qualunque forma di dissenso. Gianni Letta è incaricato di verificare possibili convergenze con il PD sulla riforma. I segnali che vengono dalla opposizione del PD sono preoccupanti. Massimo D’Alema, anima nera del PD, ha dato la sua benedizione al segretario Pierluigi Bersani, auspicando “il confronto con la maggioranza”. Il dubbio atroce è che D’Alema sia già d’accordo con Berlusconi su ciò che bisogna riformare in materia di premierato e di giustizia. In cambio della carica , decisa da Silvio Berlusconi, di Ministro degli Esteri Europeo. Il dubbio nasce dal fatto che egli non ha detto una sola parola, nella intervista a Repubblica dell’8 novembre, sulla doppia sfida del Presidente del Consiglio alla Costituzione: presidente eletto dal popolo e un argine ai magistrati, colpevoli di voler attuare il principio che la legge è uguale per tutti.
La riforma costituzionale cui aspira il Presidente del Consiglio è un premierato assoluto che realizzi nel presidente del consiglio una concentrazione di poteri assai superiore a quella di cui dispongono tutti i capi di Stato e di governo dei paesi democratici, a cominciare dal Presidente degli Stati Uniti e dal primo ministro inglese. Giuliano Vassalli , nel convegno del novembre 2004 sulla Repubblica parlamentare alla Camera dei deputati, ha ricordato che il nome di Primo Ministro, proposto dalla vecchia maggioranza di centro destra, era stato introdotto nel nostro ordinamento con legge 24 dicembre 1925, n 2263, che fu considerata uno dei pilastri della cosiddetta costituzione fascista. Vassalli denunciò l’eccesso “sbalorditivo” dei poteri che venivano attribuiti nel 2005 al Presidente del Consiglio dei Ministri, fornito di un potere di ricatto nei confronti della Camera dei deputati, i cui membri erano sottoposti alla minaccia di scioglimento anticipato. Ed è la spada di Damocle dello scioglimento delle camere che agita anche oggi il Presidente del Consiglio per ricattare maggioranza ed opposizione. Il Presidenzialismo voluto dal popolo potrebbe sedurre la maggioranza degli italiani, frastornati dalla demagogia e dalla disinformazione. Essi si sentirebbero valorizzati nella scelta del Capo dello stato . Ma essi non devono dimenticare che sarebbe pericoloso dare il potere ad una sola persona. Se il primo ministro , con i poteri limitati che ha, ne combina di tutti i colori, con leggi ad personam e scandali di ogni genere, cosa farebbe senza il controllo di legittimità dei magistrati ordinari e contabili? E del Parlamento ?
L’ insegnamento di Aristotele è che “Quelli che stanno al governo sono soliti fare molte cose per dispetto o per favore”. Non si può disconoscere l’attualità di questa analisi, ricordando scandali e arbitri di certi governanti di oggi.
La nostra Costituzione oggi impedisce che il presidente del Consiglio possa fare quello che vuole. Noi ribadiamo la fedeltà alla democrazia parlamentare .
Quanto alla riforma sulla giustizia, c’è da temere il peggio. Anche per la disponibilità di una parte del PD al dialogo. I precedenti politici di Massimo D’Alema non tranquillizzano. Egli, come Presidente della commissione bicamerale, fece un tentativo di varare una forma di premierato forte. E di limitare le funzioni del CSM : con il progetto di legge costituzionale adottato dalla Commissione parlamentare per le riforme costituzionali (Commissione “D’Alema” della XIII legislatura, mai approvato), che prevedeva che il CSM fosse composto di una sezione per i giudici e di una sezione per i pubblici ministeri. Un preludio alla separazione delle carriere e alla subordinazione del PM al Ministro della Giustizia.
Il premier non esplicita il suo progetto in forma chiara. Ma noi sappiamo che l’indipendenza della magistratura, se fosse varata la riforma voluta dal presidente del Consiglio, sarebbe compromessa dallo svuotamento del potere del CSM : la selezione, nomina e carriera dei magistrati, sarebbero esercitate di fatto dal Ministro della Giustizia, attraverso un CSM governato da politici al servizio dell’esecutivo . Il Governo potrebbe nominare capi di uffici giudiziari a sua scelta, ed avere giudici subalterni al potere politico, come avveniva una volta, ai tempi delle stragi di piazza Fontana e di Portella delle Ginestre. Con la impunità dei responsabili delle stragi.
In conclusione, la riforma voluta dal Premier è un vero e proprio mostro fondato sulla logica perversa dello scambio tra i principi costituzionali e la sopravvivenza della maggioranza.
Per fare fronte alla emergenza democratica, serve una forte mobilitazione sociale. Il passaggio è critico e non permette tentennamenti di sorta. Tocca a tutti gli italiani, al di là delle loro appartenenze politiche , dire no al Presidente del Consiglio.
Ferdinando Imposimato
Mobilitazione popolare contro le riforme annunciate dal Governo
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One Comment on Un autorevole invito a partecipare a NBD ( Ferdinando Imposimato- Presidente onorario aggiunto della Suprema Corte di Cassazione )
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angelo cirilo on
lun, 16th nov 2009 20:24
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